lunedì 16 ottobre 2017

con te..

... con te è tutto diverso...
con te posso lasciarmi andare a mille coccole perchè non devo temere nessuna gelosia dai tuoi fratelli, che al contrario ti adorano e ti si contendono ogni giorno..
... con te non ho ansie da prestazione, nè timori di sbagliare, perchè viaggio con il pilota automatico inserito e per la prima volta mi solo godo il paesaggio dal finestrino senza pensare alla destinazione...
... con te l'allattamento non solo non è stato un incubo come le altre due volte, ma si è  rivelato anche una bellissima esperienza: ti ho allattato ovunque, e in qualsiasi momento, e mi è piaciuto anche farlo e quando ho dovuto smettere mi sono sorpresa triste e nostalgica di non poter continuare ad avere con te questo nostro piccolo legame...
... con te non ho aspettative, nè fretta che il tempo corra, e paradossalmente il tempo va più veloce e siamo già alle soglie dello svezzamento...
... con te si sono avverati tutti i luoghi comuni sui terzi figli: sei sveglio, sei autonomo, sei comunicativo, sei precoce nell'apprendimento di qualsiasi cosa, mentre noi siamo rilassati, maturi, consapevoli...
E ogni tanto guardo le foto in giro e mi domando come abbiamo fatto tutto questo tempo senza di te...


giovedì 5 ottobre 2017

e alla fine sei arrivato tu...

... e oggi sono quattro mesi esatti che sei con noi, e sono letteralmente volati, e tutti noi siamo follemente e completamente innamorati persi di te...
... la vita è davvero una cosa meravigliosa!

mercoledì 31 maggio 2017

ultimi giorni

ormai ci siamo, siamo agli sgoccioli... qualche giorno, o settimana forse, e sarai insieme a noi, dopo 9 mesi davvero tosti.
Tosti perchè in mezzo ci sono stati la scelta della casa nuova, i lavori, la ricerca di affittuari per la casa vecchia, mille cose da progettare ed incastrare e benchè manchi ancora qualcosina da aggiustare, alla fine tutte le tessere sembrano essersi posizionate ognuno al suo posto..
... insomma, manchi solo tu... il mio terzo Chicco...
In questi mesi in cui accettarti è stata una mia quotidiana guerra segreta, mi sono capitate tante piccole storie che ogni volta mi hanno riportato alla realtà e mi hanno aiutato a non perdere la testa...
Perchè perdere la testa, sai, è facile, in questo mondo dove al terzo figlio ti guardano tutti come una poveraccia e per poco non ti fanno pure le condoglianze.
Eppure come al solito qualcuno ha disseminato le mie giornate di messaggi, come un pollicino che con le sue molliche lasciate per terra mi ha aiutato a ritrovare la strada di casa, e portarmi fino a te..
Dalla dottoressa dei prelievi, alla cassiera del bar, tutte mamme mancate di terzi, di angeli volati via o anche solo sognati, che ogni volta mi hanno ricordato di quanto comunque io sia una persona fortunata.
Fortunata perchè sto avere un nuovo miracolo e nuove possibilità, perchè all'egoismo di questo mondo dove i figli devono essere solo due al massimo, possibilmente maschio e femmina,  posso contrapporre un modello diverso, dove i figli non sono un peso da portare, ma una gioia da vivere, una risorsa e un arricchimento.
Viviamo in era in cui i bambini si buttano dalla finestra se non si uccidono prima nella pancia perchè non desiderati, o malati o semplicemente perchè è più facile così.
I bambini dei cui diritti ci riempiamo la bocca, ma dei cui desideri, il cui il più primordiale e spontaneo di tutti è vivere e venire al mondo, ci disinteressiamo completamente. 
Un giorno mi chiederai se ti volevo, come io terza ho chiesto un giorno a mia madre...
Ecco, quel giorno, mio piccolo nuovo Chicco ti racconterò che sì, ti volevo tantissimo e mi dispiace non essere stata più forte o più coraggiosa e di non averti portato dentro di me con l'orgoglio di cui avevi diritto. Di questo ti chiedo scusa più di tutto.
Ma ti prometto che in quanto terzi avremo tante cose in comune e tante cose da raccontarci e che mi impegnerò fin da subito per farti sentire parte di questa nostra pazza famiglia..
Ora muoviti però, chè qui fa comincia a fare un caldo insopportabile e io non vedo l'ora di ricominciare a correre insieme a te!

mercoledì 29 marzo 2017

mancanze, paure, speranze

mi manca correre, tanto... mi manca la sensazione di libertà, la scarica di adrenalina, il runner high... quella sensazione di benessere che ti accompagna per tutta la giornata...
A sette mesi continuo a correre, ma a ritmi così lenti che non è la stessa cosa, e a volte è così frustrante voler accellerare e sentire il cuore e la pancia che non ce la fanno, che ti tengono piantata a terra mentre gambe e cervello vorrebbero solo volare via, che mi viene da piangere come una bambina...

mi manca la forza, la forza di fare tutto.... la mattina combatto con la pressione bassa e questa eterna sonnolenza, la sera arrivo a malapena a sparecchiare la cucina per poi buttarmi sul letto senza aver la forza nemmeno di parlare... sono svagata, stanca, svogliata, sempre con il fiatone, e in certi momenti mi viene una rabbia nel sentirmi sempre così, così limitata in tutto, in questo continuo rimandare tutto a quando nascerai e avrò di nuovo, spero, la capacità di fare tutto da sola, come sono stata sempre abituata a fare... 

mi spaventa la nascita, anche se a volte non vedo l'ora che tu nasca... mi spaventa il dolore del parto, il ricominciare tutto daccapo, il non dormire, l'allattamento, il non capire cosa avrai, perchè piangerai, perchè non dormirai, la soglia della depressione post partum che dovrò stare attenta a non sorpassare in quel primo mese che sembra non passare mai...

mi spaventa il non sapere come sarà questa vita a cinque, questo nuovo equilibrio che si verrà a formare, e mi ritrovo a chiedermi che madre sarò con questo te, terzo figlio, io che terza a sorpresa sono stata e che nella mia vita ho scontato indirettamente e sulla mia pelle cosa significa essere l'intruso non cercato...


eppure tu cresci e scalci fregandotene di tutti e tutto, e a dispetto di tutti e di tutto vuoi nascere e annusare il mondo, essere mio figlio e il fratello dei tuoi fratelli... hai già una tenacia e un attaccamento alla vita che ha del miracoloso, e te ne fotti dei miei dubbi e delle mie ansie... e forse proprio per questo ti abbiamo scelto un nome che è già segno di quanto duro e spigoloso sarai... come sei già duro nel non farmi mangiare praticamente nulla, nelle nausee tremende che ho avuto all'inizio, nel tuo piantarti certi giorni per ricordarmi la tua presenza e che no, certe cose ti danno fastidio e non le posso proprio fare, tipo dormire supina, o fare le scale di corsa...

non lo so dentro di me come sarà approcciarti, e amarti, perchè questa è stata una gravidanza diversa, sofferta, e subita, e mi vergogno e mi sento in colpa con te per questo, perchè ti meritavi una mamma che fin da subito ti accogliesse come ha fatto con i tuoi due fratelli... perchè è quella stessa mamma che ti ha sognato tante volte e che si ripeteva che no, tu non potevi essere nemmeno nei suoi sogni, e che quindi sotto sotto, nel suo inconscio più nascosto, ti ha desiderato allo stesso modo degli altri, lei che non ne avrebbe dovuto desiderare nemmeno uno.

spero solo di meritarmi il tuo amore e la tua fiducia, quella fiducia che hai riposto in me scegliendomi con tutti i miei difetti, le mie insicurezze, le mie paure... tutte quelle che solo tu conosci perchè solo con te ho il coraggio di parlarne..

e in tutto questo baillamme di pensieri, paure, rimpianti e rimorsi  vado a correre con la musica nelle orecchie, e tu ti raggomitoli dentro perchè ormai sei rassegnato a questa mamma che da subito, almeno due volte a settimana, ti sballottola per 40 minuti a tempo di musica, e ti immagino ballare e sorridere e muovere le manine e piedini al tempo delle note che senti, perchè correre ti dovrà piacere per forza vista che ci sei praticamente nato dentro, e allora sorrido, e penso che sì, dobbiamo avere fiducia, che tutto andrà bene, che noi andremo bene e che tu, nonostante tutto, nascerai per insegnarmi ancora una volta ad essere una persona migliore..







lunedì 19 dicembre 2016

novità

... e invece alla fine il tertium non datur è arrivato ....
sono stati tre mesi di angoscia infinita, di terrore puro, di preghiere, speranze, a volte anche disperazione..
Eppure anche lui è sano, anche lui nascerà, a dispetto delle statistiche, e dei medici e delle probabilità.
Sono felice? Non lo so...
l'idea di ingrassare di nuovo, di non poter correre come prima, di ricominciare daccapo mi fa venire gli attacchi di panico... ma poi vedo Chicca e Chicco che sono così contenti e non vedono l'ora di vedere il fratellino... poi faccio l'ecografia e lo vedo muoversi con quel suo capoccione marchio di fabbrica.. poi mi sdraio in preda alla nausea e lo sento sgusciare come un piccolo girino nella mia pancia e mi ritrovo ad accarezzarmela e a dirmi che sì, forse questo miracolo è arrivato per dirmi qualcosa...
per farmi ripartire, per fare scelte coraggiose che finora ho sempre avuto paura di prendere, per dare una svolta ad una vita che aveva preso una piega abitudinaria che non emozionava più...
il mio personale terremoto da cui provare a uscire una persona migliore...

ah, nascerà a giugno...
ah, giusto... è un altro maschio...

giovedì 8 settembre 2016

And isn't it ironic... don't you think

Quando avevo 20 anni e avevo bisogno del suo supporto, mi diceva che dovevo fare la moglie e la mamma e che anche l'università, insomma, non era proprio necessaria per me che ero una femmina...

... ora che sono arrivata alla conclusione che forse preferirei fare la moglie e la mamma full time, mi dice che dovrei essere più ambiziosa e puntare più in alto nel mio lavoro...

Io e mia madre, due mondi che continuano a girarsi intorno, senza riuscire ad incontrarsi davvero mai...

giovedì 28 maggio 2015

Il dolore degli altri

Una compagna di classe di Chicco è diventata cieca... così, dalla sera alla mattina... senza un perchè e senza che nessun medico, nel 2015, lo sappia spiegare ai genitori...
Eppure fino a due giorni prima giocava, correva, faceva i lavoretti insieme ai suoi compagni...
Dico che è diventata cieca, e non "non vedente", perchè così dice Chicco "sai, mamma, Ilaria è diventata cieca", e dopo un po' ho smesso di correggerlo, perchè per lui è normale, non ci fa nemmeno caso, ha solo paura di farle male quando si muove, agitato e sbadato com'è, in giardino o in classe.
Perchè loro non hanno paura delle parole, come noi.
Noi mamme ci abbracciamo, e scappiamo via in lacrime prima che ci vedano, mentre loro continuano a giocare, come se darle la mano per portarla in bagno o aiutarla a trovare la sedia sia un gioco come un altro...
E uno la invidia questa immensa capacità dei bambini di adattarsi a tutto, di trovare un senso a tutto senza farsi troppe domande..

E invece noi stiamo lì a torturarci, a voler sapere e a non voler sapere troppo, perchè il dolore degli altri ci attira e ci respinge come la luce agli insetti, che si avvicinano curiose, ma poi scappano per paura di essere bruciate.
Perchè è inevitabile, quando succedono queste cose, guardare i proprio figli e chiederci: se succedesse a noi?.. e umanamente risponderci, con un sollievo misto a senso di colpa, che per fortuna stavolta è toccato ad altri... come se, nella ruota della fortuna della vita, il fatto che la sorte ci abbia sfiorato solo di striscio, ci renda immuni, almeno per un po', da altre disgrazie.
E' la statistica in fondo, no? Se c'è quella percentuale, e tu non ci sei rientrata, hai buone possibilità di averla sfangata se non per sempre, almeno per un po'.

E chi invece c'è finito dentro? Come lo aiuti? Come puoi sostenerlo? Come si sostiene il dolore degli altri?
Con la presenza discreta di chi si mette genericamente a disposizione?
Con gli aiuti concreti, che poi alla fine solo le persone più vicine possono offrire senza rischiare di essere invadenti?
Con l'insistenza di chi ti chiede notizie continuamente, anche quando notizie non si hanno, nè buone nè cattive?
Con l'indifferenza di chi ti tratta come se niente fosse, perchè pensa che la apparente normalità sia la migliore cura?
Ci riempiamo ogni giorno di mille parole vuote, che assomigliano a tante frasette buone solo da pubblicare sui social, ma la realtà è che nessuno sa mai come gestire il dolore degli altri.
Tutto ci sembra troppo, o troppo poco, e per pudore, o incapacità, dopo i primi momenti, a volte ci si allontana...

Io prego, a modo mio, perchè credo... mi piacerebbe farlo sapere alla mamma che quando posso una preghiera per la piccola Ilaria c'è nel mio cuore, perchè l'ho imparato sulla mia pelle, quando aspettavo i miei figli che per la statistica erano mezzi condannati, che "niente è impossibile a Dio".
Avrei voluto dirglielo stamattina, ma poi l'ho solo abbracciata forte e ho scherzato con lei e con la piccola, come se nulla fosse, come facevo prima, ed entrambe ci siamo ricacciate le lacrime in gola... perchè io sono così, le parole so solo scriverle, ma a dirle, faccio fatica..
Però voglio chiedere a chiunque passi di qui oggi e nei prossimi giorni, anche se non crede, di dire a modo suo una preghiera per la piccola Ilaria.
E non perchè domani riacquisti la vista o ci sia il miracolo, benché, nonostante tutto, io continui a crederci...  ma per donare forza a lei e ai suoi genitori, perchè, comunque vada, la loro strada sarà più in salita della nostra, e ne avranno bisogno, di tanta forza...
... perchè una volta, incinta di Chicco, a pochi giorni dalla villocentesi e dal suo responso, o dentro o fuori lessi questa frase: "Dio nella sua infinita perfezione, ha una debolezza: non sa resistere a chi fortemente prega"...